Sopa: internet in rivolta e la morte di Megaupload


Nessun aggiornamento, tutorial o articolo sull’opensource. Oggi parliamo di cose brutte

SOPA - Stop Online Piracy Act

Una legge in discussione in questi giorni nella Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti per contrastare la pirateria online. Detta così non fa ne caldo ne freddo, visto che di azioni legali contro la pirateria online, ed i loro artefici, esistono sin dal secondo giorno di vita di internet. Il problema è che questa legge darebbe il diritto al dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di chiudere un sito, bloccare il provider ed arrestare il possessore, attribuendogli fino a 5 anni di carcere, senza aspettare l’esecuzione di un processo.

In sintesi, se voi caricate una canzone di Micheal Jackson su internet, rischiate di avere 5 anni di carcere…uno in più del medico che l’ha ucciso. -cit. da Twitter

Il popolo di internet si è rivoltato e non solo i “semplici” utenti hanno fatto sentire la loro voce con campagne on line e proteste mirate, ma anche le grandi compagnie e siti web, hanno dimostrato solidarietà alla causa oscurando i propri siti o dedicando delle sezioni approfondite. Le azioni più famose sono state l’oscuramento di Wikipedia per 24 ore e la sezione di Google dedicata alla protesta contro la SOPA. Le famose e non che contrastano la SOPA sono tante, ma purtroppo, quelle che l’appoggiano sono altrettante.

Piccola immagine presa da 9gag di una serie di società a favore della SOPA

Ecco un breve elenco di siti che potrebbero essere soggetti alla SOPA, e quindi chiusi o fortemente limitati:

Youtube, Facebook, Twitter e Google+. Inoltre anche i singoli blog degli utenti o le riviste online non sarebbero al sicuro, anche utilizzare un’immagine di sfondo per il proprio sito, senza avere i diritti sul copyright, vi può mettere a rischio.

La prima vittima della SOPA

Oggi viene dichiarato morto Megaupload, il servizio di file sharing tra i più famosi al mondo, il 12° sito più visitato secondo le statistiche. Chiuso, senza preavviso, ed il fondatore Kim Schmit arrestato.

Questo è un giorno triste per la storia dell’uomo, per l’innovazione, la conoscenza ed il libero scambio di informazioni. Noi di Project EYE siamo per il software libero, per il NON profitto e per la conoscenza condivisa, siamo per il progresso e siamo contro queste azioni che cercano di controllare Internet, solo perché qualche vecchio senatore si è accorto che non riesce a farci un profitto adeguato, e che far sapere troppo al popolo è sempre rischioso.

Oggi un pezzo di libertà è morta con Megaupload!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>